Sono stata sopra una stella che risplendeva di una Luce nuova, una Luce a me ancora sconosciuta.
Le sue punte erano artigli dorati, il suo cuore era immenso e la sua ombra era invisibile: un astro che irradiava perplessità, malinconie ed inquietudini, sconfitte, qualche entusiasmo, voglia di vincere e quant'altro.
Gli abitanti, pur non essendo i classici marziani delle nostre fantasie, assomigliavano comunque a degli alieni imbruttiti dalle intemperie della vita, le loro razze erano infinite ma il loro cuore era pressochè unico. Per molti di loro il silenzio era una scelta di vita e credo che a volte non vedessero nemmeno chi gli stava dinnanzi: ascoltavano il niente, decodificavano il nulla e socchiudendo gli occhi pensavano al vuoto... Altri invece erano alla ricerca di sorrisi ed avevano una gran fame di parole, parole da dire e parole da ascoltare, poi c'era la schiera dei poeti, poeti di strada con poesie che odoravano d'asfalto. Nelle loro tasca vi risiedevono, piegati con cura, fogli che assomigliavano a dei cenci, alcuni di essi erano controfirmati con macchie di vino, altri invece erano immacolati ed assomigliavano ad icone santificate.
Strano mondo e strano tutto. Strana luce negli occhi, strane parole e forse strani anche i loro pensieri.
Il mondo gira ma per alcuni gira all'incontrario, le notti sono fredde sulla stella della rabbia e della sconfitta, sulla stella un limino è sempre acceso per ricordare i compagni morti sopra una panchina e sopra quel corpo celeste i pittori del niente versano vernice mista a nettare per imbiancare i loro sogni. Ogni notte treni fantasmi vegliano i loro pensieri che come ogni sempre terminano su un binario morto. Ogni notte si dorme con un occhio soltanto, l'altro vigila sul buio e sui rumori.
Forse non sono alieni e nemmeno cose strane, osservandoli bene da vicino in alcuni di loro s'intravvedono delle piccole Ali nere, forse sono degli Angeli alle prime armi. Ad altri invece si scorgono delle Ali Bianche in un contesto scuro, forse saranno giovani diavoli in mutazione al bello, chissà.... Quanta stravaganza sul quel pianeta invisibile, il suo cielo è fatto di cartone, il suo sole una medaglia di latta e le sue nuvole sono fatte di umiliazioni e di delusioni: un requem per tutti coloro che alzando lo sguardo al cielo verranno colpiti dalla saetta vendicatrice del perbenismo.....
Ora lascio alle mie spalle la costellazione della miseria e il gioco cieco della vita: l'essere la vedetta degli stracci mi lusinga e nei miei continui sogni trasformo il vostro buio in un abbaglio .....
Mutty
e precipitato in:





























