A VICTOR
Un sogno ed un incubo….
Un urlo di guerra accompagnava la Tua corsa verso il niente o verso il tutto, opinioni opinabili.
Quel vuoto che richiamava uno spirito di libertà sembrava urlare il Tuo nome, e Tu, non resistendo a tale impulso e gridando a perdifiato il suono della battaglia e della morte, prendesti la rincorsa per abbracciare il silenzio della vita, mentre, io spinta da un istinto rivestito di troppe pretese, mi lanciai come un ariete per farti cadere dalla parte contraria del imminente precipizio…
Un sogno e non un presagio, un sogno che mi ha fatto morire per un pugno d’attimi….
Il sogno continuò nella sua direzione e Tu guardandomi con amore Ti avvicinasti a me, non come donna ma come se fossi una sirena oppure una regina. Dolcemente mi abbracciasti come fossi un bel fiore e mentre Ti ammanettavano in nome del peccato, un monsignore satanasso gioiva tra le braccia della perversione… Gloria al Padre e allo Spirito Santo….
Sei stato quel che sei stato ed hai vissuto nel vizio ma ora nessuno deve concederti la grazia di un finto bene.
Tu sei il capitano dell’astronave ed appartieni al mondo invisibile della costellazione degli insoliti e sei la stella luminosa degli inconsueti….
Nessuna minaccia dal mio vero essere e dalla mia longitudine… qui base… per ogni intimidazione esisterà un attacco….
Buona permanenza Capitan Victor, qui sulla terra tutto procede normalmente: molti santi e pochissimi demoni dichiarati...
Capitano, forse un poco mi manca la Tua sanità di mente, devo forse credere di assomigliarti un poco?…
Victor Teminè è forse l’unico uomo che a modo suo ha veramente qualcosa da insegnare, ma non è cosa per tutti questa sua incontestabile comprensione….
Addì venticinquegennaioduemilasette
( scritto alla maniera di un capitano)