Mi è pervenuta questa mail dall'amica Silvia, ora traetene Voi le conclusioni....
(speriamo che NON sia vero...) INVITO TUTTI A FARE COPIA/INCOLLA E RINGRAZIO SILVIA A NOME DI TUTTI NOI BLOGGERS .
ATTENZIONE, ATTENZIONE,
C'E' UNA PROPOSTA DI LEGGE PER ASSIMILARE SITI E BLOG A TESTATE GIORNALISTICHE.
SE PASS ADDIO ALLA LIBERA ESPRESSIONE SU INTERNET !!!!
DOBBIAMO REAGIRE SUBITO CON DECISIONE :
Scrivete a Levi, passata questo articolo sui blog che conoscete,
dobbaimo bloccare sul nascere questa iniziativa !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Internet e' la nostra Base, vogliono blindare anche questa !!!!!!!!!!!!
Oltre alla registrazione su un registro nazionale, oltre a bolli da pagare, la cosa piu grave e' questa :
Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazio ne tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata . Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".
E visto che le denunce per diffamazione (e anche le condanne in primo grado) fioccano anche se chi le subisce ha detto palesemente la verita' , questo vuol dire che dicendo la verita si rischiera' seriamente LA GALERA !
La liberta di espressione e' la prima cosa, difendaimoci energicamente da questo tentativo di imbavagliamento di Internet!
Sul MEetup mettero presto il testo della mail che ho scritto a Levi.
ciao
BrunoGA
Dal blog di Grillo
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete
Ricardo_Franco_Levi.jpg
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all'informazione sotto sotto questi sono tutti d'accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l'accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: "Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere".
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it
Postato da Beppe Grillo alle 12:40 in Informazione
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