Appello italiano a sostegno della Birmania
La situazione dei diritti umani a Myanmar (ex Birmania) rimane tragica. Dal 1989, l’anno in cui i militari al potere annullarono il risultato elettorale che aveva visto stravincere la Lega nazionale per la democrazia del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ogni forma di opposizione è stata ridotta al silenzio.
Nonostante alcuni rilasci, restano centinaia i prigionieri di coscienza. La stessa Aung San Suu Kyi da sedici anni è costretta, in modo pressoché costante, agli arresti domiciliari. Le minoranze etniche sono sottoposte a una feroce discriminazione, che in alcuni casi è qualificabile come vera e propria riduzione ai lavori forzati a favore dell’esercito.
Amnesty International ha aderito a un appello promosso dalla Cisl, che richiamando la dura presa di posizione del premio Nobel per la pace Desmond Tutu e dell’ex presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Havel, chiede che le Nazioni unite affrontino in modo concreto la situazione di Myanmar.
www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar
Andate sul sito e firmate. Firmiamo tutti, nessuno escluso....